Sharing economy in Italia nel 2016: ecco cosa utilizzeremo

Buone notizie: sono tornato su Wired Italia con un nuovo post dedicato alla sharing economy in Italia nel 2016.

Nello specifico, racconto come tutti noi siamo ormai immersi in questa nuova economia facendo l’esempio di Marco, un utente italiano che va in vacanza nel 2016. Marco utilizzerà tanti diversi strumenti appartenenti alla sharing economy, da AirBnb a BlaBlaCar passando per GuideMeRight e Uber, e tanti altri.

Ecco la prima parte dell’articolo.

È il 21 luglio 2016. Marco è appena rientrato dalle vacanze. È stato un viaggio divertente e rilassante, ne aveva davvero bisogno.
Ha alloggiato in un appartamento trovato su AirBnb, un posto splendido, in un condominio dotato di piscina. Ha fatto amicizia con i proprietari che gli hanno dato tanti suggerimenti su cosa fare in città e nei dintorni. Ha trascorso dei momenti fantastici, riuscendo a scoprire tutti i segreti e i luoghi più suggestivi della località grazie a un local friend contattato tramite GuideMeRight. Ha assaggiato specialità tipiche durante una cena prenotata via Gnammo e prenotato delle belle escursioni in barca a vela grazie a Sailsquare. Si è mosso un po’ dappertutto con Uber, usandola nei vari spostamenti tra i quartieri e le periferie della città, mentre per arrivare dall’aeroporto all’appartamento ha approfittato di un passaggio via BlaBlaCarNel frattempo….

Nel frattempo, potete leggerlo per intero qui.

Il post ha avuto un bel riscontro (più di 700 condivisioni!), fatemi sapere che ne pensate e se volete condividete!

Nel frattempo, una domanda: è bene continuare a chiamare la Sharing Economy, o sarebbe più adatto passare a una nuova definizione, ad esempio ON DEMAND ECONOMY?

 

 

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