Se la tecnologia sembra pronta a sostituire tutto, noi puntiamo sulle persone.

Rivoluzione editoriale

In un momento in cui macchine e computer sembrano pronti a sostituire tutto, l’idea vincente potrebbe invece essere un’altra: puntare sulle persone.

Ce lo spiega Aron Pilhofer, esperto di comunicazione e strategie, impegnato nel settore editoriale.

Per affrontare la grande necessità di cambiamento e di nuovi modelli di cui le grandi (e piccole) realtà editoriali hanno disperatamente bisogno, Aron ha una ricetta semplice: mettere le persone al centro, in questo caso i giornalisti. Rispettando alcuni punti fondamentali:

creare uno staff esperto ma allo stesso tempo giovane e dinamico, che conosca le nuove tecnologie;

uso intelligente dei social media;

interazione continua con i lettori, per creare coinvolgimento e nuovo interesse.

 Aaron Pilhfer

Pilhofer ha capito una cosa molto semplice: la carta è in crisi perché è una tecnologia ormai sorpassata (sempre valida per alcuni aspetti, ma comunque obsoleta). Per questo bisogna immaginare nuovi utilizzi, rivoluzionando le cose. Oggi Aron è direttore dell’Interactive News Service del New York Times e ha portato nel cuore della redazione il suo pensiero semplice e diretto: l’asso nella carta del giornale sono i giornalisti stessi, che devono essere capaci di creare le soluzioni web più efficaci per raccontare la notizia.

La notizia resta comunque sempre al centro. Perché, come sottolinea Aron, “È il web che va adattato al contenuto, mai il contrario. La storia che devi raccontare viene prima di tutto”.

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