Alghero, 26 novembre: piena primavera, quasi estate

26 nov

Alghero centro storico

26 novembre, un sole alto e splendente, cielo terso, clima mite, più che primaverile.

Alghero, Sardegna.

Certi momenti e certe giornate sono capaci di far passare ogni altro discorso in secondo piano.

Il potere emotivo di uno spazio, di una situazione, di un momento. Una magia da vivere, in una terra che regala sensazioni uniche.

Provare per credere.

Il talento che la Sardegna può esportare: Salmo, un esempio da imitare

14 nov

Spesso dicono che in Sardegna non si è buoni a far nulla.

Siamo pochi, ignoranti, mal uniti. E parliamo pure strano.

Poi all’improvviso arriva uno, dalla piccola Sardegna, e ti ribalta la scena rap nazionale.

Attirando su di sé l’attenzione di un paese intero. Proponendo una musica che mescola rabbia, intelligenza ed energia. Insegnando come si fa un video musicale con un basso budget e tante idee e professionalità. Arrivando in pochi mesi da un’anonima cittadina, Olbia, a Milano, capitale del rap italiano. A duettare con i migliori artisti della scena, ricercato da tutti, ammirato da chiunque.

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L’Italia che affonda.

02 nov

Lo scenario per l’Italia si fa sempre più grigio. Grigio scuro. Scurissimo.

Paese di santi, poeti e navigatori. A vista.

Ma anche se il futuro si fa sempre più minaccioso, io e tanti altri non meritiamo di naufragare.

Come reagire? Partire? Restare?

Fondiamo una nuova colonia.

Su Plutone.

La chiameremo Plutalia.

Un nuovo mondo, con nuove regole. Che si ispirino a principi di libertà e uguaglianza, creatività e produttività. Intelligenza al potere.

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L’immagine dell’Italia all’estero.

24 ott

‎”Abbiamo migliorato l’immagine dell’Italia all’estero”, ha spesso detto Berlusconi.

Certo, anche quest’immagine lo conferma.

E dire che è colpa di Bini Smaghi è una cazzata.

Tag Sardegna Camp!

13 ott

Woah!

Sono colpevole, lo ammetto.

Non scrivo qui da ormai parecchio tempo, dal lontano luglio. Tre lunghissimi mesi fa.

Un lasso di tempo spropositato per un blogger per potersi ancora considerarsi tale.

Ma ho una motivazione. Non una scusa, una vera motivazione.

Sto lavorando (intensamente) ad alcuni progetti interessanti e, nel frattempo, scrivo per un blog collettivo dedicato agli italiani a Barcellona: SpaghettiBCN, date pure un’occhiata!

Comunque.. Aggiorno volentieri questo spazio per segnalare l’interessantissima iniziativa del blog Tag Sardegna, dal titolo: TagSardegnaCamp: i nuovi turismi e il web 2.0. Una nuova opportunità di marketing territoriale.

Se siete in Sardegna e vi interessa l’argomento.. SAVE THE DATE!!

Let’s go mobile!

03 lug

Smartphone in piena ascesa, anche in Italia.

Un articolo pubblicato su Italia Oggi del 28 giugno descrive l’incremento sostanziale dei cellulari intelligenti nel Belpaese. Secondo i dati Nielsen il numero degli individui che accedono alla rete dal proprio cellulare è di 13 milioni a inizio 2011, il 34% in più rispetto allo stesso periodo del 2010 e oltre 5 milioni in più rispetto al primo trimestre 2009.

Dunque, quanti smartphone abbiamo in Italia? I possessori di telefoni cellulari di ultima generazione hanno superato i 20 milioni di individui, con una crescita del 52% rispetto allo stesso periodo del 2010.

Insomma, tra poco avremo più smartphone che cellulari tradizionali. Il sorpasso già preannunciato potrebbe realizzarsi definitivamente a fine 2011.

L’articolo scritto si sofferma anche sulla tipologia di sistema operativo degli smartphone a disposizione, dividendolo per quote di mercato.

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Oltre le parole, con una 500 gialla

28 giu

E quindi, ti ritrovi a tornare a casa. In bici.

Attraversi una via piena di gente.

Per caso, alla tua sinistra noti una bancarella di libri. Ti fermi, incuriosito. Scendi dalla bici, la lasci sul cavalletto, a pochi metri dalla bancarella.

Cominci a spulciare. Libri sulla Sardegna. Libri sull’amore e su presunte avventure passionali. Libri su come dovrebbe andare la politica. Libri su come è effettivamente andata la storia.

Libri di narrativa. È da un po’ che non leggo un libro di narrativa. Cerchi tra i volumi, niente di troppo eclatante. D’altronde è una bancarella economica. Poi vedi qualcosa che ti incuriosisce. Un libro con una 500 gialla in copertina, messa di sbieco, con la scritta “Peel slowly and see”, come la famosa banana di Andy Warhol per i Velvet Underground.

È un libro di Luca Giachi, giovane scrittore italiano, classe 1977. È un libro sui sentimenti, sull’amore. Solitamente non sei attratto da questo genere di opere. Ma leggendo l’introduzione, ti fai affascinare.

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Etyp, energia verde dalla Sardegna

23 giu

Parliamo di innovazione e Sardegna. Leggo su Wired (di marzo 2011) un articolo dedicato a un innovatore sardo, un perito industriale di Cagliari, Fernando Erriu.

Il signor Erriu è un persona molto attiva: a 47 anni, ha alle spalle già 14 brevetti di diverse invenzioni, la maggior parte dedicate alla ricerca di forme alternative e rinnovabili di produzione d’energia.

Una delle sue creazioni più riuscite è Etyp, un sistema che permette di produrre energia dal passaggio delle auto sul manto stradale. Una pratica della quale si è già sentito parlare, che sta iniziando ad essere adottata in diverse parti del mondo. L’idea di Fernando Erriu è però diversa, perché ottimizzata: mentre altre tecnologie sottraggono energia alle auto durante il loro passaggio, Etyp non “rallenta” le auto ma lascia le condizioni normali e stabili, immagazzinando comunque dell’energia. Ecco perché questa creazione sta venendo adottata dai primi impianti pilota a Torino e Albenga, e sembra in grado di produrre 50 kWh al giorno.
Etyp non comporta alcun impatto ambientale o estetico sul territorio ed è coperta da brevetto internazionale.

Ora.. Visto che questa invenzione è prodotta da un signore sardo residente in Sardegna, perché non iniziare ad adottarla anche nella nostra regione?

Si cercano enti e amministrazioni interessati, please.

Innovare, innovazione: partiamo dalla società, parola di Irene Tinagli

11 giu

Volevo condividere un articolo molto interessante, letto su Wired di Marzo 2011.

Si parla di innovazione. Di un’Italia più innovativa. Le parole sono di Irene Tinagli, economista di 37 anni, autrice del libro “Talento da svendere: perché in Italia il talento non riesce a prendere il volo”.

Da questa giovane donna e pensatrice nasce una riflessione semplice quanto profonda e intelligente:

“Un’Italia più innovativa: è questa l’ambizione di tanti italiani. Si citano spesso a tal proposito nuovi strumenti economici e finanziari, banche, incubatori, venture capital. Ma preparare l’Italia a innovare significa rinnovarla tutta, dalla testa ai piedi.”

Condivido pienamente queste parole, questo pensiero. Innovare  è una parola grande, che racchiude un concetto esteso che va compreso totalmente. Per riuscire a innovare, in un paese, bisogna creare una società adatta. Una società tesa verso l’innovazione, curiosa, aperta. A proposito, Irene Tinagli prosegue dicendo: occorre lavorare sulle condizioni che innescano e nutrono i processi innovativi. Creare le condizioni, non solo economiche ma sociali e culturali, perché queste influiscono sulla quantità e la qualità dei progetti imprenditoriali.”

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Tra casa, Camilleri, scuola pubblica e intelligenza

05 giu

(questo post è datato martedì 31 maggio)

Una nuova serata a casa, a scrivere e guardare Ballarò. Roba all’apparenza “deludente”, per un 26enne. Ma sto lavorando a della roba interessante, quindi gratificante.

Ora mi ritrovo assonnato, a scrivere al computer. Ormai stremato, perché il sonno è tanto. Sonno arretrato che grida vendetta, ormai da anni.

Vado a dormire. Giuro, ora vado a dormire. Lo faccio così, senza pensarci troppo, senza bloccarmi per cose inutili o poco rilevanti o poco interessanti.

Però, aspetta. Ecco, in tv c’è Camilleri. Dalla Dandini. Parlano di scrittura, di vita. E poi di politica, di istruzione. Di scuola pubblica. Una scuola pubblica che deve essere un diritto, perché tutti noi ne abbiamo bisogno, ed è necessaria per la crescita del paese intero.

Camilleri dice di dovere “il 90% di quel che è diventato” proprio alla scuola pubblica. Altro che covo di comunisti e simili. La scuola si può riformare, ma con intelligenza.

Così come il paese. Credo sia questo il principio che deve stare alla base della politica tutta: l’intelligenza.

È davvero così difficile capirlo? Sogno una politica fatta dai migliori, fatta dai più intelligenti. Capaci di tenere conto di tutto e di tutti.

Sogno qualcosa che possa gestire il bene comune, intelligentemente.

E renda più intelligente anche la persona più comune.

Sottofondo: Quest, Souljazz Orchestra

Io speriamo che me la cavo

Quello che un giornalista e blogger non scrive. O forse si.