L’uomo che voleva stampare Internet

Printing the internet

Stampare Internet.

Non solo una pagina del vostro browser ma Internet per intero, inteso come tutti i siti/blog/tumblr/social network etc etc etc. Qualsiasi cosa, qualsiasi pagina web. Riprodurre Internet su carta, insomma.

Si tratta della visionaria idea di Kenneth Goldsmith, poeta e attivista statunitense. Il progetto è stato portato avanti attraverso il sito printingtheinternet.tumblr.com, grazie al quale Kenneth ha lanciato un appello a tutti coloro che volessero sostenerlo: stampate un poco della vostra Internet su fogli in formato A5 e inviateli alla galleria Labor di Città del Messico.

Una follia? Uno spreco? Un’opera d’arte.

Nel giro di poche settimane Kenneth ha raccolto le adesioni e i contributi di decine di migliaia di autori, i quali hanno partecipato “stampando un po’ di Internet” e inviando tutto alla galleria Labor. Proprio qui è stato predisposto uno spazio del volume di 500 metri per 6 di altezza all’interno del quale  esposta.. la stampa di Internet. Migliaia e migliaia di fogli che riportano pagine web riguardanti svariati argomenti. Pagine che sono state lette al pubblico durante reading appositamente organizzati.

Una montagna di carta. Il progetto ha avuto una rilevanza internazionale, con pareri positivi e molte polemiche (in particolare dovute alla grande quantità di carta utilizzata).

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Kenneth Goldsmith in un’immagine d’archivio

L’iniziativa di Kenneth Goldsmith ha raggiunto diversi obiettivi: visibilità per lui, per la galleria Labor e primato effettivo nella realizzazione di una “Internet da toccare” e sfogliare su carta. Ma c’è un dettaglio in più, fondamentale e provocatorio: attraverso quest’opera collettiva il poeta statunitense ha permesso a migliaia di persone di diventare artisti ed esporre un loro lavoro in una vera galleria d’arte. Anche chi non possiede grandi talenti potrà dire di avere all’attivo un’esposizione: Printing the Internet, by Kenneth Goldsmith e tutti i suoi contributors.

[quote]Un esempio di engagement, di coinvolgimento, in un momento in cui si parla tanto di “potere della folla” (crowdfunding, crowdcapital etc etc).[/quote]

Le opere collettive grazie al web saranno sempre più diffuse. Voi che ne pensate?

Ps: l’intera opera è stata dedicata allo scomparso Aaron Swartz, scrittore, programmatore e attivista statunitense, arrestato per aver scaricato 4,8 milioni di articoli scientifici dal database accademico JSTOR, poi liberato dietro cauzione. Rischiava 35 anni di carcere, si è tolto la vita l’11 gennaio 2013 impiccandosi nel suo appartamento a New York.

Peace!

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