Io speriamo che me la cavo

Quello che un giornalista e blogger non scrive. O forse si.

Posted by Claudio Simbula On agosto - 6 - 2010 0 Comment

Sto iniziando un interessante libro di Paolo Iabichino, dal titolo Invertising. Ovvero, se la pubblicità cambia il suo senso di marcia. Un libro che delinea il nuovo (supposto) corso della pubblicità. Una pubblicità che si avvicina di più al cittadino, che cerca di seguire veramente i bisogni di chi si trova a dover fare acquisti.

Come scritto sul retro del volume, “L’advertising si trasforma e cambia direzione: una vera e propria inversione di marcia della pubblicità, dove la creatività diventa fondamentale per catalizzare l’attenzione del pubblico, non più considerato come un semplice target. In nome della rilevanza, dell’etica e di un rinnovato patto di fiducia tra brand e individui, il dialogo si sostituisce ai monologhi della réclame, la comunicazione diventa conversazione, lo shopping si fa condivisione e la persuasione si trasforma in consenso. Si passa dalle idee agli ideali, perché in futuro i consumatori saranno sempre più critici e consapevoli, e la pubblicità, nelle sue forme più diverse, potrà tornare a essere un servizio prezioso e atteso”.

Una “dichiarazione d’intenti” lodevole, rispecchiata nel contenuto del libro (almeno in quello letto sino a questo momento).

Dopo la presentazione di Anna Bartolini, comincia il primo capitolo. Il titolo è “Abbasso la pubblicità”. Poco più in basso, un’intelligente citazione tratta da una canzone di Lorenzo Cherubini: “Un cartello di sei metri dice è tutto intorno a te, ma ti guardi intorno e invece non c’è niente”. Sintetico, diretto e al tempo stesso profondo.

L’incipit è molto interessante, si preannuncia una buona lettura.

Aggiornerò presto con nuovi sviluppi  :)

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