I più dispiaciuti per David Bowie sono i direttori dei giornali

I più dispiaciuti per la morte di David Bowie sono i direttori dei giornali cartacei.

La notizia della morte del Duca Bianco si è diffusa questa mattina, proprio quando le persone (alcune) acquistavano la copia del quotidiano preferito. Al suo interno, nessuna citazione della tragica scomparsa.

Nel frattempo, nel mondo che va a velocità reale (web e social media) la notizia faceva furore. Foto, video, citazioni, approfondimenti. Le persone volevano sapere di più e cercavano sul web, condividendo di tutto e parlandone.

La notizia diventava virale, #DavidBowie era TT su Twitter in tutto il mondo, likes e condivisioni piovevano da ogni account.

La carta stampata, ancora una volta, si rivela anacronistica, legata a ritmi ormai obsoleti. Darà la notizia della morte di David Bowie DOMANI, quando sembrerà passata già una settimana e tutti avranno condiviso milioni di foto, video, citazioni, approfondimenti.

Proprio questi ultimi, però, possono rappresentare la “salvezza” dei giornali tradizionali, o quanto meno una giustificazione alla loro esistenza: ma basterà farcire di approfondimenti un quotidiano per renderlo utile o interessante? E poi, per gli approfondimenti, non è più adatto un magazine settimanale o mensile?

Il futuro delle news cartacee è sempre più un grande punto interrogativo.

Tra pochi anni capiremo quale sarà la strada migliore da percorrere.

PS: se i più dispiaciuti sono i direttori dei giornali, sarà meno preoccupata l’etichetta discografica che ha pubblicato l’ultimo album del Duca Bianco, uscito proprio pochi giorni fa.

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