I creativi di Alghero e i pesci in faccia dai ristoratori

Come recita un vecchio detto, “ad Alghero le sorprese non finiscono mai”.

Leggo oggi che una nuova associazione di ristoratori algheresi ha bisogno di un logo. O meglio, di una nuova immagine coordinata.

Cosa fa? Indice un concorso in collaborazione con il Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica per coinvolgere giovani creativi e ricevere le loro proposte.

Sin qua, tutto bene. Un’iniziativa interessante, che vuole dare spazio ai giovani studenti e agli indipendenti, preferendo loro alle agenzie che già stanno sul mercato. La cosa strana, anzi allucinante è vedere quali sono i riconoscimenti per i partecipanti.

1° classificato: una cena per quattro persone da utilizzarsi tra i ristoranti associati. In più, il vincitore potrà inserire il logo realizzato nel proprio portfolio.

2° e 3° classificato: una cena per due persone e una cassa da 6 bottiglie di vino.

4° e 5° classificato: un buono da 10,00 euro da utilizzare tra i ristoranti associati.

DIECI EURO. Questo premio si commenta da solo.

Ora, vorrei invitare i creatori di questo bando a immedesimarsi per un attimo nei designer che vorrebbero coinvolgere, immaginandosi la seguente situazione.

Mettiamo che un’associazione di designer debba scegliere un ristorante di Alghero per organizzare una cena con 50 persone.

Emana un bando aperto a tutti i ristoratori algheresi.

Il bando dice:

Siamo 50 designer e cerchiamo un buon ristorante per organizzare una grande cena.

Proponeteci i vostri menu.

Verremo a cena da voi. Mangeremo e proveremo tutto, dall’antipasto al dessert, bevande incluse.Se il menu sarà di nostro gradimento, torneremo tutti insieme il giorno dopo. Altrimenti, no.

Ah, da non dimenticare: durante la cena faremo delle foto ai piatti proposti, le posteremo sui nostri canali Instagram, Facebook, Twitter e, se sono particolarmente belli e buoni, anche su Pinterest.

Quanti ristoratori seri accetterebbero?

Ecco, appunto. Cari ristoratori, caro Dipartimento dell’Università, quanti designer “seri e motivati” potrebbero accettare questa proposta?

Motivateli un po’ di più. Ci guadagnerete voi e ci guadagneranno loro. 

Coinvolgere studenti e freelance è una buona idea, ma sono stati sbagliati clamorosamente modi e termini per farlo. 

Che poi, questa iniziativa è stata lanciata proprio a poche settimane di distanza dal clamore suscitato dalla campagna #CoglioneNO, che parlava proprio del valore dei lavori creativi, e si opponeva al loro sfruttamento… Amici dell’ARA, non avete letto nulla a proposito?

Realizzare un logo e un’immagine coordinata non è un gioco. È un lavoro duro, che richiede tempo e concentrazione. Può impiegare ore, giorni, settimane.

Non voglio condannare ulteriormente l’ARA e il Dipartimento per questa scelta. Ma un’associazione di ristoratori che propone una cosa del genere a mio dire non fa una bella figura. Per quanto riguarda l’immagine, sta già partendo con il piede sbagliato. Capisco che sia “neonata” e magari non possa contare su chissà quali fondi, però… Proporre una semplice cena per un lavoro simile è quanto meno di cattivo gusto, tanto per restare in tema.

Paradossalmente avrebbe avuto molto più senso se la cosa fosse stata rivolta esclusivamente a degli studenti di Design, magari all’interno di un esame. Così il lavoro avrebbe comportato quanto meno un bel voto, e magari una cena premio.

Ma poi, i 10 euro di ricompensa per il quarto e quinto posto…

Dai, davvero. Non si può proprio leggere, o sentire.

Ps: per un’altra lettura davvero brillante su questa iniziativa vi rimando al post di Ignazio Caruso a questo link.

AGGIORNAMENTO: il Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica si è detto estraneo alla vicenda. A questo punto, chi ha scritto il comunicato stampa? Con quale autorizzazione? Vista la polemica e il danno d’immagine, valuterei bene la cosa.

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