#CoglioneForse: perché se fai un lavoro e non sai se ti pagheranno, forse hai sbagliato qualcosa

#coglioneforse

Pochi giorni il collettivo ZERO ha lanciato la campagna #CoglioneNO, un’iniziativa che condanna chi non retribuisce le persone incaricate di fare un lavoro creativo, magari trincerandosi dietro l’espressione “Grazie per le tue idee, ma per questo lavoro non c’è budget”. Per far capire la situazione, i video applicano questo ragionamento a dei lavori non appartenenti al settore della creatività: idraulico, giardiniere, antennista.

I video sono ben fatti e divertenti, però credo che la campagna estremizzi un po’ troppo la situazione, dipingendo degli scenari poco realistici.

Mi sembra assurdo, ad esempio, che un creativo decida di fare un lavoro senza sapere se verrà pagato, e quanto verrà pagato. O si decide di fare qualcosa gratis dall’inizio, magari perché si ricava visibilità, oppure ci si accorda su un compenso prestabilito. Che magari potrà essere basso (e qui si può iniziare un altro discorso), ma non è che, una volta finito un progetto, il mio committente mi dice “Grazie, ma non c’è budget”.

“Bruciandomi”.

In quel caso, credo si possono percorrere diverse soluzioni. Dalla denuncia sino ad altri metodi utili per ottenere quanto pattuito, quanto è giusto.

La trattativa va fatta prima, magari di fronte a un regolare contratto, e se il cliente non lo rispetta si potranno minacciare azioni legali. Non si può lasciare in sospeso un argomento così importante e subire il mancato pagamento senza alcuna reazione.

Altrimenti, puoi essere un giardiniere, idraulico, antennista, domatore di leoni, bersagliere, lanciatore di grano durante i matrimoni…

Se fai un lavoro senza aver prima pattuito il compenso, e dopo non vieni pagato, è anche colpa tua.

Se non ti pagano, puoi avvalerti su di loro.

O pensi di stare in silenzio di fronte a un sopruso simile, senza reagire?

In quel caso, sei #CoglioneForse.

La mia è una provocazione. Il problema dei mancati pagamenti ai creativi è un problema serio.

Per questo, va bene “sensibilizzare i clienti” e far capire il valore di un lavoro creativo, ma i creativi stessi devono imparare anche a tutelare il proprio lavoro con gli strumenti giusti. 

Oppure, i video di ZERO sono stati interrotti sul più bello. Immagino già i veri scenari.

 

Scenario IDRAULICO

L’idraulico, alle parole “Per questo progetto non c’è budget”, prende una pinza a pappagallo e stringe l’anulare e il medio della mano destra del cliente sinché quest’ultimo, usando la mano sinistra, prende il borsellino e paga per il lavoro realizzato.

 

Scenario ANTENNISTA

L’antennista, alla risposta “Per questo progetto non c’è budget, sei giovane, te fa curriculum”, comincia a smontare l’antenna, in tutta tranquillità, spiegando che l’unico canale tv che vedranno sarà Rete4. Il cliente, spaventato, paga.

 

Scenario GIARDINIERE

L’antennista, alla risposta “Per questo progetto non c’è budget, ti sto dando l’occasione di lavorare in un giardino di un certo tipo”, apre le mega forbici e le chiude attorno al mignolo del cliente, con delicatezza, accompagnando il gesto con la frase: “Se non paghi, potiamo anche questo”. Il cliente, convinto del buon lavoro del giardiniere, paga.

Ecco, secondo me andava a finire più o meno così.

Voi, che ne pensate?

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