Si è conclusa con un buon successo di pubblico e la partecipazione di otto band la prima edizione del “DisFuckTor: first master live band contest”, competizione musicale tenutasi ieri sera al Poco Loco, alla quale hanno partecipato 8 band provenienti da diverse parti della Sardegna.
La manifestazione è stata vinta dai Cheri sulla Luna, un gruppo dalle liriche e dal sound decisamente “visionario” che unisce folk, rock e musica d’autore italiana. Ecco quali sono le parole scelte dalla band per descriversi: “Gli Chéri Sulla Luna sono un laboratorio di ricerca itinerante nascosto nel doppio fondo di un altoparlante pubblico. Venti quattro mesi terrestri d’attività e diverse cellule di pensiero montate in canzone, rock adventures & ballate marinare di produzione artigianale. Folk e surrealismo, sirene e astronauti, acidi acustici e diavoli a nolo, cuori infranti e pentatoniche nitriche compongono quello che del Gatto è la spina dorsale e dell’uomo l’uncino.”
I 4 ragazzi, provenienti da Porto Torres, si sono aggiudicati l’agognato primo premio in palio: la registrazione di 4 pezzi presso lo studio AL Studio, di Attilio Lombardo.
Al secondo posto la rock band algherese Almost Done For, distaccata dagli Cheri Sulla Luna solo per un soffio: appena tre punti hanno separato le due band (118 a 121), a indicare un sostanziale equilibrio tra i primi due classificati e il grande valore di entrambe le proposte.
Al terzo posto un’altra band algherese, i Camberra, con il loro pop rock in italiano, arrivati a totalizzare 101 punti.
Le altre 5 band partecipanti sono state: Sons of Madness, Sonic Marbles, DEMC, Baba Mc, 3 no di gomma.
La serata ha rappresentato un bell’evento dedicato alla musica e alla promozione della band emergenti, realizzato grazie al Poco Loco, all’associazione Odl.aV eventi culturali e agli sponsor della manifestazione.
Ecco, lo skate contest di ieri ad Alghero è stato tutto questo. Un appuntamento che traspirava entusiasmo, voglia di fare, di divertirsi, di stare bene insieme.
Ecco come in nel paese del Sol Levante hanno costruito una cittadina commerciale dal nomeFlorentia Village. dove si ripropongono le più belle città d’arte italiane,
Un villaggio a scopi puramente commerciali, per trovare l’Italia a poca distanza da casa, in Cina.
Ora, se la Cina copia l’Italia, noi copiamo la Cina. Costruiamo una piccola Cina in Sardegna. Vediamo come.
Iniziamo con una piccola Pechino. Alghero potrebbe andare bene. Ha anche il mare, in più.
I ricci di mare (bogamarì) saranno fritti, riempiti di verdure e chiamati “involtini primavera”.
Poi, una piccola Grande Muraglia. La “muralla” e i bastioni andranno benissimo.
Un piccolo Giardino imperiale, i Giardini Manno.
Una piccola e simpatica Città Vecchia, il centro storico.
Delle piccole e splendidegrotte dei Mille Buddha, le grotte di Nettuno.
E poi tanti, tanti amorevoli panda. Visto che siamo in Sardegna, potremmo usare i cinghiali, dipingerli e lasciarli in giro per le città, a mangiare bamboo (o mirto).
Pazienza se qualche turista che cercherà di fotografarli verrà inseguito o azzannato. Sai quante “photo bomb” su Facebook?
E poi, i Nuraghi? Ma quali Nuraghi, sono templi buddisti.
E i bronzetti sardi? Perfette rappresentazioni delle famose statue in terracotta dell’armata dell’Imperatore Qin, unificatore della Cina.
Insomma, abbiamo tutto quello di cui c’è bisogno per ricostruirci una piccola Cina, fatta in casa. In pieno italian style. E dentro, venderemo prodotti cinesi a prezzi italiani, maggiorandoli, se no dove starebbe il guadagno? Così tutto acquisirà un valore più alto, anche l’esperienza.
Ecco qui provato come possediamo tutto quello di cui c’è bisogno per costruire una piccola Cina in Italia, e fare loro concorrenza.
Scherzi a parte, la piccola Italia costruita in Cina è impressionante.
Il fatto che mi colpisce di più è che tutto ciò è stato costruito in UN ANNO E MEZZO.
Un anno e mezzo. Cioè, nulla. Sono tempi fantastici. Impareggiabili, impossibile reggere il confronto a livello locale.
Da noi ci vorrebbero almeno 3-4 anni in più. Ecco perché il confronto con la Cina è perso in partenza.
La Cina non è vicina. La Cina è già qui. Ora possiamo al massimo cercare di imitarla. O quantomeno conoscerla, visto che avremo sempre più a che fare con la sua egemonia.
Spesso dicono che in Sardegna non si è buoni a far nulla.
Siamo pochi, ignoranti, mal uniti. E parliamo pure strano.
Poi all’improvviso arriva uno, dalla piccola Sardegna, e ti ribalta la scena rap nazionale.
Attirando su di sé l’attenzione di un paese intero. Proponendo una musica che mescola rabbia, intelligenza ed energia. Insegnando come si fa un video musicale con un basso budget e tante idee e professionalità. Arrivando in pochi mesi da un’anonima cittadina, Olbia, a Milano, capitale del rap italiano. A duettare con i migliori artisti della scena, ricercato da tutti, ammirato da chiunque.
Non scrivo qui da ormai parecchio tempo, dal lontano luglio. Tre lunghissimi mesi fa.
Un lasso di tempo spropositato per un blogger per potersi ancora considerarsi tale.
Ma ho una motivazione. Non una scusa, una vera motivazione.
Sto lavorando (intensamente) ad alcuni progetti interessanti e, nel frattempo, scrivo per un blog collettivo dedicato agli italiani a Barcellona:SpaghettiBCN, date pure un’occhiata!
Un articolo pubblicato su Italia Oggi del 28 giugno descrive l’incremento sostanziale dei cellulari intelligenti nel Belpaese. Secondo i dati Nielsenil numero degli individui che accedono alla rete dal proprio cellulare è di 13 milioni a inizio 2011, il 34% in più rispetto allo stesso periodo del 2010 e oltre 5 milioni in più rispetto al primo trimestre 2009.
Dunque, quanti smartphone abbiamo in Italia? I possessori di telefoni cellulari di ultima generazione hanno superato i 20 milioni di individui, con una crescita del 52% rispetto allo stesso periodo del 2010.
Insomma, tra poco avremo più smartphone che cellulari tradizionali. Il sorpasso già preannunciato potrebbe realizzarsi definitivamente a fine 2011.
L’articolo scritto si sofferma anche sulla tipologia di sistema operativo degli smartphone a disposizione, dividendolo per quote di mercato.